Vittorio Presepi

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La prima volta che ho visto le opere di Vittorio Presepi, sono stata pervasa da una sensazione di luci, bellezza e leggerezza.
Le opere di Presepi ti aprono un grande stupore negli occhi ed una curiosità nella mente per come sia stato possibile realizzarle. Non si tratta solo di grande maestria e capacità tecnica, ma nella loro quasi impalpabilità hanno quella densità e forza che sanno parlare all'anima.
"Patrizia Della Porta" - 2003




L'artista cesenate Vittorio Presepi da qualche tempo spazia fino a determinare eleganti sculture in cartoncino, plastica e legno, veri e propri modelli da traslare in marmo, pietra, ferro o bronzo.
Così come si propongono in dimensioni già consistenti, non certo usuali per questo tipo di arte, le opere tridimensionali di Presepi suscitano ammirato stupore per l'elegante raffinatezza del loro candido snodarsi nello spazio, evidenziando le geometriche componenti della loro superficie pieghettata o liscia, curvata e in tensione equilibrata, i cui effetti estetici sono profondamente mediati dall'artista.
Questi dando libero corso alla sua passione creativa, sorretta da fervida fantasia, sicura sapienza e grande manualità, gioca a scoprire forme presenti in natura, anche se nascoste o neutralizzate da contorni esuberanti, e a isolarli in una creazione scultorea che rivela lati misteriosi del reale, perché non conosciuti, e rende quindi visibile l'invisibile.
In maggioranza bianche e scultoree, le opere di Presepi producono delicati ed efficaci giochi fra luci e ombre, fra contrasti digradanti di forme e talvolta di sottile opposizione fra bianco e nero.
Un vero incanto per gli occhi alimentato dall'amore, dalla maestria di Vittorio Presepi, il quale si è convinto da solo pochi anni su sollecitazioni a divulgare queste stupende composizioni.
"Odette Gelosi"




Presepi partito da una base più nettamente costruttivista, verso la fine del millennio è approdato ad un nitido e rigoroso strutturalismo di grande fascino, che mi induce a segnalarlo quale indubbio talento ed esempio di un necessario ripensamento stilistico.
Quello che Presepi esprime, è un atto di fiducia nei confronti della potenza, della forma e dell'equilibrio del colore, ed anche un richiamo all'urgenza di un ritorno all'ordine che merita di essere meditato.
Egli ha il merito di porsi come una voce di ritrovata saggezza, che richiama all'autosufficienza dell'arte, un'arte essenziale, monda cioè da ogni ingrombo sovrastrutturale d'altra natura.
Da artista, per altro fecondissimo ed immaginoso, verso la fine del secolo scorso, sfruttando laminati di vario materiale e spessore, giunge a creare vere e proprie costruzioni, modulari e non, strutturate in modo da ottenere rilievi armonicamente organizzati, nella forma e nell'accostamento del colore. Prevalentemente eseguite sul piano frontale, tali strutture si sono subito presentate come veri e propri quadri da parete, che subito hanno attratto l'attenzione di curatori di mostre, e l'interessamento di mercanti e collezionisti particolarmente esigenti.
"Serafino Babini" - 2006




L'opera di Vittorio Presepi e' un'eterea armonia, che frutto di una potente fusione, cela al suo interno un grande mistero ed un'assoluta certezza: la trascendenza.
Si perche' i suoi candidi lavori densi di quella pienezza che oltre ad ogni volume reale percorre la via della luce, sono evocazione di un assoluto non ancora imprigionato nelle limitazioni compiute del reale.
Volumi di luce i cui bagliori fondano le proprie origini in uno spettro iniziatico dentro cui il colore si perde in quella impercettibile materia che e' il corpo della luce.
Il cesello prezioso che ne risulta e' la necessita' dell'artista di assumere, attraverso la purezza delle sue forme, quell'atto creativo che il bianco, la luce e il volume riescono a rendere tangibile.
Cosi il non colore per antonomasia sposa, nelle opere di Presepi, l'essenza della luce per divenire la diafana vestale di quel tempio effimero la cui natura conduce unicamente alla bellezza.
Perche' la luce e i suoi bagliori opalescenti regalino alle ombre l'eterna magia del principio e l'arte si consacri ad essenza illuminante dell'infinito.
"Angelamaria Golfarelli" - 2011




L'opera di Vittorio Presepi è uno spettacolo di forme in uno spazio bianco. La carta si imbeve di luce e prende vita, sboccia in geometrie che si aprono e si sviluppano armoniose, gioca con le luci e le ombre, passa da effetti di trasparenza a opacità. Operare su queste superfici immacolate diventa uno straodinario gesto poetico. La mano dell'artista esalta la qualità del bianco che assume infiniti toni, in un processo in cui la razionalità della forma diviene l'emozione del colore luce. Così nascono alberi trasparenti, scale di luce, cattedrali leggerissime, presepi fantastici. L'attento rigore formale che accompagna la progettazione si muove tra spunti di luce e simultaneità, la dimensione plastica si articola e frantuma lo spazio in tagli netti, continui cambi di orientamento, forme in positivo e negativo, obbedendo a leggi mentali e naturali nello stesso tempo in una condizione emotiva di assoluta leggerezza.
"Alessandra Cocchi" - 2011